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Guardare un film con gli occhi del designer

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Avete mai visto “The silent man”?

Si basa sulla storia di Mark Felt vicedirettore dell’FBI, interpretato da uno dei miei attori preferiti Liam Neeson, divenuto noto come “gola profonda”. Il nome è dato dal fatto che passò informazioni riservate ad alcuni giornalisti dando via allo scandalo politico watergate.

Il film vale la pena di essere visto.

Particolare della scenografia è la presenza di una lampada da tavolo nota a molti appassionati di design.

Si tratta della lampada PH di Poul Henningsen con diffusore in vetro del 1924-1925.

Nel progettare la versione da tavolo ha posto molta attenzione ai rapporti fra la larghezza del diffusore e l’altezza del supporto, così da ottenere una buona illuminazione del piano di lavoro senza rischiare di essere abbagliati. Produceva un’illuminazione più tenue e diffusa tramite una serie di paralumi stratificati che disperdevano la luce nascondendo la lampadina.

 

Nel 1958 sviluppò PH5 come follow-up del suo celebre sistema a tre tonalità, lanciato nel 1926. 

L'obiettivo di Henningsen era quello di indirizzare la luce dove necessaria, rendendola più morbida in un'epoca in cui l'illuminazione elettrica era ancora nuova e segnata da abbagliamento indesiderato.

Le lampade di Henningsen furono scelte da molti architetti moderni e per progetti importanti, un esempio è casa Tugendhat a Brno di Mies Van Der Rohe, ma conquistarono anche i favori del pubblico fino a diventare un vero classico del design scandinavo contemporaneo.

ANEDDOTO:

Vivendo a Copenhagen, Poul Henningsen attraversava spesso la città in tram. Durante queste attraversate, dall’alto della sua posizione era solito guardare dentro le case ed osservare quanto queste fossero deprimenti. Nelle sue parole: “L’arredo, i tappeti, lo stile di una abitazione sono nulla a confronto con l’importanza del posizionamento della luce. L’illuminazione non costa molto, ma richiede cultura”. 

Una buona illuminazione influisce sull’atmosfera e sullo stato d’animo.

I risultati migliori si ottengono quando il disegno dello spazio, dei volumi, delle superfici, insieme alla scelta dei materiali e dei colori, diventano un tutt’uno con la selezione e la distribuzione delle fonti di luce.Ogni parte corre a determinare una scena composta da piene luci, mezze luci, ombre, penombre, oscurità.

Non è mai una sola luce a determinare un ambiente ma più luci con intensità diverse che fanno della casa un ambiente confortevole seguendo il naturale percorso della luce solare.

 

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Francesca & Tiberio

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10-05-2019

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