load
Cliente
Agente

Mia Photo Fair 2019

Condividi questo articolo :

Appuntamento annuale dedicato alla fotografia d’arte ospitata al The Mall a Milano.

Si contano 85 gallerie, un terzo delle quali provenienti dall’estero. A queste si aggiungono 50 espositori per progetti speciali e realtà editoriali tra cui la mostra dei Collezionisti che espone importanti nomi della fotografia internazionale come Franco Fontana provenienti da prestigiose collezioni e il premio BNL assegnato da una giuria di esperti a Liu Bolin per l’opera “Mosè, San Pietro in Vincoli”.

Tra le novità di quest’anno c’è la sezione Beyond Photography con focus sul concetto di cosa significa oggi fare fotografia in relazione al mondo dell’arte contemporanea, altra novità è la collaborazione con Photo Indipendent  (fiera fotografica di Los Angeles) che propone una selezione dei più interessanti autori indipendenti.

In fiera si trovano diverse tipologie, dalla fotografia concettuale al reportage passando per la moda, questo permette al pubblico di essere sempre più specialista sia sotto il profilo storico che sotto quello delle dinamiche di mercato. Un mercato che in Italia è ancora poco esplorato ma ha tutte le caratteristiche per diventare una voce importante dell’interior design.

La fotografia d’autore arreda, trasforma gli interni e li impreziosisce. È un arredo che respira di contemporaneità, che caratterizzerà sempre più il nostro secolo in tutte le sue espressioni da quelle più comuni fino alla variante legata all’arte ed è proprio questa che ne traccerà il cammino.

 

L’improvvisazione è bandita, dietro ad ogni scatto c’è molta consapevolezza di quello che si vuole ottenere, di fatto è un progetto in tutto e per tutto.

Quando si fotografa non si ruba mai alcun attimo: questo è uno dei pregiudizi più difficili da scardinare.

A questi livelli la fotografia si realizza con il pensiero, con la progettualità, con il raziocinio.

Che sia una provocazione o uno spaccato della realtà, ciò che vediamo è il personale punto di vista del fotografo rispetto alla realtà che lo circonda con tutte le sue emozioni e il suo desiderio di comunicare.

Cosa ho visto in questa edizione del MIA Photo Fair?

Tanto nudo e immagini dai contenuti erotici, provocatori nel loro genere alcuni ma mai volgari.

Tra i vari Joel Moens de Hase è quello che più mi ha sbalordito. Fotografo contemporaneo specializzato nell’arte digitale, le sue opere sono caratterizzate da mosaici fotografici, un’alternativa di pixel e puntinismo con tanta ricerca alla base.

Tanto bianco-nero, sia nei ritratti che nei dettagli architettonici passando per le immagini di vita quotidiana.

Qui i nomi sarebbero tanti da elencare, Stefania Romano mi ha colpito perchè davvero le sue fotografie sembrano appartenenti ad un’altra cultura e ad un’altra atmosfera, corpi di ragazze comuni si rivelano nella loro massima femminilità. Sempre in bianco e nero ma di un genere completamente diverso sono le fotografie di Maureen Haldeman, nelle immagini esposte porta la dicotomia tra luce e ombra intesa come contrasto che crea un’impressione, un pensiero, un sentimento sull’immagine che viene rappresentata.

Molto coinvolgenti i paesaggi nordici di Guy Russell che è riuscito a catturare la mia attenzione per diverso tempo. Nelle fotografie esposte, si legge una sorta di equilibrio tra la natura e la vita di tutti i giorni. Colori tipici dei paesaggi nordici, richiamano il silenzio e la riflessione. più le guardi e più le guarderesti.

In questa nuova edizione c’è notevole spazio al tema dell’architettura e ai suoi dettagli, uno tra tutti Piero Mollica, nelle sue fotografie si percepisce molto bene il ritmo lineare e la luce che è tutt’uno con la materia degli edifici. Meravigliose!

Altro artista che ha catturato la mia attenzione è stato Liu Bolin. Conosciuto per le sue performance in cui “scompare” dipinto in alcuni sfondi. Vedere il video del backstage dei suoi lavori fa capire cosa c’è dietro un semplice scatto. Tanta preparazione, consapevolezza degli strumenti e di cosa si vuole ottenere e un grande team che ti aiuta a realizzarlo.

In ultimo, se parliamo di progetto fotografico uno tra i vari è Rune Guneriussen, le sue fotografie rappresentano un paesaggio che è stato messo in scena per quello scatto. Una sorta di installazione di grandi dimensioni che coinvolge l’oggetto, lo spazio e il tempo di realizzazione.

Quindi non è la fotografia che crea la scena, tantomeno a testimoniare la sua esistenza ma costringe ad interrogarsi su ciò che stiamo vedendo indicando un percorso per comprendere una storia.

Ci sarebbero tanti altri fotografi che mi sono piaciuti e dei quali mi piacerebbe parlare ma diventerei davvero prolissa. Consiglio di andare nel sito ufficiale di MIA Photo Fair (http://www.miafair.it/milano/) e guardare il catalogo degli artisti per farvi un’idea degli artisti presenti.

 

Condividi questo articolo :

Lascia un tuo commento

Nessun Commento

Francesca & Tiberio

profile

26-03-2019

Questo sito utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Se vuoi avere maggiori informazioni o negare il consenso all’utilizzo di uno o più cookie clicca qui. Premendo il tasto Accetto acconsenti all’uso dei cookie. Accetto